102) Popper critica Habermas.
Popper riscrive alcune pagine di un'opera di Habermas per
dimostrare che questo filosofo non rispetta l'impegno verso il
lettore di essere il pi possibile chiaro nell'esposizione del suo
pensiero. Questo impegno, secondo Popper,  legato al valore
dell'onest intellettuale che tutti i filosofi devono avere.
AA. VERSI, Filosofi tedeschi contemporanei, traduzione italiana di
F. Volpi, Citt Nuova, Roma, 1980, pagine 354-358 (vedi manuale
pagine 328-332).

 Adorno e Habermas sono tutto fuorch chiari nella loro critica
della mia posizione. Per dirla in breve: credono che la mia teoria
della conoscenza, poich essa sarebbe (come loro credono)
positivistica, mi costringa a difendere lo status quo sociale.
Oppure: il mio (presunto) positivismo gnoseologico mi impone un
positivismo morale-giuridico. (Questa era la mia critica a Hegel).
Hanno dimenticato che io sono s un liberale (non rivoluzionario),
ma che la mia teoria della conoscenza  una teoria della crescita
della conoscenza mediante la rivoluzione intellettuale e
scientifica.
Adorno e Habermas non sanno cosa criticano; e non sanno che la
loro tesi del legame analiticamente indissolubile di valori e
fatti  un positivismo morale-giuridico che deriva da Hegel.
Compendio del libro sul cosiddetto Positivismusstreit. Questo
libro batte bandiera falsa. Inoltre: il mio contributo, che era il
primo sia cronologicamente sia logicamente e che  stato occasione
di tutti gli altri, era inteso come base per la discussione:
consisteva di ventisette tesi, formulate chiaramente e
rigorosamente, che si sarebbero dovute e potute discutere. Ma in
questo lungo libro le mie tesi non sono quasi mai citate e il mio
contributo  annegato nel mezzo del libro in un mare di parole. In
nessuna recensione  stato osservato che alle mie tesi e ai miei
argomenti non  stata data risposta. Il procedimento (dove mancano
gli argomenti, si sostituiscano con paroloni) fu coronato da
successo e le mie tesi annegate sono state dimenticate.
Ma tutto ci (l'intero Positivismusstreit)  soltanto una danza
sulle uova di una irrilevanza quasi grottesca.
Riassunto del tutto: sebbene io lavori quasi sempre su problemi
scientifici rigorosamente determinati, attraverso tutti i miei
lavori passa un filo conduttore: a favore di argomentazioni
critiche -contro le parole vuote e contro l'immodestia
intellettuale e l'arroganza - contro il tradimento degli
intellettuali, come Julien Benda l'ha definito [...]. Sono
convinto (vedi La societ aperta) che noi - gli intellettuali -
siamo colpevoli di quasi tutte le miserie, perch combattiamo
troppo poco per l'onest intellettuale. (Alla fine avr la
vittoria il pi rigido antiintellettualismo). In La societ aperta
dico questo in cento diversi attacchi ai falsi profeti e non ho
peli sulla lingua. Ad esempio ho un paio di brevi osservazioni
molto severe su Jaspers e Heidegger (vedi l'indice dei nomi di La
societ aperta, volume secondo [...]). [Ed ecco] quali ragioni io
abbia per non voler discutere col professor Habermas.
Ecco le mie ragioni. Consistono (1) in citazioni da Dialettica e
positivismo in sociologia, dall'inizio dell'appendice del
professor Habermas alla controversia tra Popper e Adorno (nota
bene: sino al 26 marzo 1970 non ho mai pubblicato una parola su
Adorno o su Habermas) e (2) in mie traduzioni di tali citazioni.
Alcuni lettori troveranno che non mi  riuscito di tradurre
adeguatamente il testo originale. Pu essere. Sono un traduttore
abbastanza esperto, ma forse per questo compito sono troppo
stupido. Comunque sia, ho fatto del mio meglio.
Lo scopo della mia traduzione non  quello di evitare parole
straniere se il loro senso  chiaro (Kooperation = Zusammenarbeit;
Antagonismus = Gegnerschalt), bens per me si tratta solamente di
rendere il pi chiaro possibile il contenuto informativo - un po'
scarso - di ogni frase, anche se la traduzione dovesse divenire
per questo pi lunga dell'originale.
Habermas comincia con una citazione da Adorno, cui egli applaude
(Dialettica e positivismo in sociologia, pagina 153):
 (Citazione dal saggio di Habermas).
La totalit sociale non conduce affatto una vita propria al di
sopra di quella di ci che essa raccoglie e di cui essa consiste.

 (Traduzione di Popper)
La societ consiste di rapporti sociali.

Essa si produce e riproduce attraverso i suoi singoli momenti.
diversi rapporti producono in qualche modo la societ.
Come quel tutto non deve essere separato dalla vita, dalla
cooperazione e dall'antagonismo dei suoi elementi,.
In tali rapporti si hanno cooperazione e antagonismo; e poich
(come gi detto) la societ consiste in tali rapporti, non pu
essere separata da essi;
cos, viceversa, nessun elemento pu essere compreso (neppure
limitatamente al suo funzionamento) senza considerare il tutto che
ha la sua essenza nel movimento del singolo stesso.
ma vale anche il contrario: nessun rapporto pu essere compreso
senza gli altri.
Sistema e singolarit sono reciproci, e possono essere conosciuti
solo nella loro reciprocit.
 (Ripetizione di quanto sopra)

(Osservazione: la teoria della totalit qui presentata  gi stata
presentata infinite volte e molto spesso in modo migliore; ma ogni
volta le parole diventano pi imponenti). Il professor Habermas
parla ora da solo:
.
Adorno concepisce la societ avvalendosi di categorie che non
negano di provenire dalla logica hegeliana.
Adorno usa un modo di esprimersi che ricorda Hegel.
Egli intende la societ come totalit nel senso rigorosamente
dialettico, che vieta di concepire organicamente il tutto secondo
la formula: il tutto  pi della somma delle sue parti;
Non dice perci (sic) che il tutto  pi della somma delle sue
parti;
ma la totalit  altrettanto poco una classe che si possa
determinare - secondo la logica estensionale - come l'insieme di
tutti gli elementi che essa comprende.
l'intero  altrettanto poco (sic) una classe di elementi.

E cos via. Alla stessa pagina, pi avanti, si trova ad esempio:
.
La totalit del contesto sociale...
Noi tutti stiamo in qualche modo in relazione...

Oppure a pagina 155:
.
Le teorie sono schemi ordinatori che costruiamo liberamente entro
una cornice sintatticamente vincolante.
Le teorie non dovrebbero essere formulate senza grammatica;
altrimenti si pu dire ci che si vuole.
Esse mostrano di poter essere utilizzate per un certo particolare
campo di oggetti, quando la molteplicit reale Si accorda con
esse.
Sono poi applicabili a un ambito particolare, quando sono
applicabili.
K. R. Popper, Logica della ricerca e societ aperta, Antologia a
cura di D. Antiseri, La Scuola, Brescia, 1989, pagine 401-405.
